Il sole è azzurro pigiama stirato, l’erba è rossa macelleria equina, l’albero giallo riso della domenica,

Una mattina mi sono alzata e la terra sembrava avesse preso fuoco. Tutto brillava al sole caldo. Dopo tanto freddo, mi sembrava un miracolo.

Una sera abbiamo mangiato e cantato sotto un cielo enorme, felici come uno non si aspetterebbe di poterlo essere in questa vita. Il cibo era buono, il vino un po’ meno, e noi eravamo. Nè buoni né cattivi. Eravamo e basta.

" Ehi mi senti, qualcuno lassù ha dimenticato di mettere a fuoco la macchina da presa, quaggiù il pubblico comincia a impazzientirsi", urlo con un filo di voce alle ombre sfumate dietro il vetro appannato della stanza da letto. Infilo la mano sotto il piumone ancora tiepido. " Dove diavolo ho messo le calze di lana color carta da zucchero?" mormoro irritata. Se sto ferma riesco a sentire ancora il tintinnio dei ferri per fare la maglia " Sie kratzen die Struempfe", un lieve fastidio costante che ti fa strofinare i piedi, uno contro l'altro, finchè hai consumato la pelle delicata quasi trasparente. Vorrei scappare ma inciampo nei solchi profondi del viso di mia nonna, terra arida disseminata di sguardi severi che ti fissano come un chiodo al muro, immobile. Infilo le calze in fretta stringendo i denti ,” da questa zolla di ghiaccio ci vorranno 20 passi per arrivare nel bagno in fondo al corridoio, 20. "Ancora quel dannato ciuffo incollato con la saliva alla guancia, una lumaca bavosa senza meta" il pensiero si muove rapidamente da una parte all'altra del cervello come una pallina da ping pong, " senza meta" ripete un eco al volto spettinato nello specchio. " Non mi spazzolo mai i capelli, non e proprio

Non è necessario morire per sparire. Questa mattina è diverso. Quei pesci color verdemilitare dei documentari sembrano morti quando si sdraiano sotto la sabbia. Non si infossano nemmeno per intero, la coda rimane tutta fuori, però immobile, quindi sembra una pietra, anzi, un corallo e quegli imbecilli degli altri non si accorgono di niente.

ma lasciavi qualche sassolino di bonta' e poi mi sarebbe piaciuta un po' della tua compagnia.Ti guardo camminare nei miei pensieri

come ti ho visto,accetto e non mi basta.Con tutta la buona fede qualcosa di giusto verra' fuori lo stesso.Non so proprio se fosse la mia

d'invidia o delle tue compagnie.Lascio cadere le foglie degli alberi fuori casa..Tu cosa ne fai delle tue?!Mi accorgo in questo momento che ho facilmente un pensiero per tutti e che in mezzo alle vie che ho attraversato ho un presente delle persone che ho conosciuto.

Case bianche e grigie,finestre giallo canarino.Questo e' il contributo che voglio dare all'argomento..e poi ancora quadri del sentimento l'alluminio di finestre arancioni sgargianti e la morte degli alberi di fianco.

...Perche' non hai guardato piu' a lungo i passanti verso il parco?Almeno quel tanto da sentirne la mancanza?