inventio

UN PROGETTO DI

Malu Martimucci​

Una lingua che non si conosce e mai si conoscerà.

Non comprenderla ancora, mai comprenderla e già parlarla, possederla fino ai proverbi e al gesticolame.

Toglierla dal tempo delle origini e gettarla al tempo eterno e onninuovo dell'adesso. Inventiare parole. Inventiare grammatiche dello sguardo. 

Gli organi cambiano.

Tutti lo sappiamo, si?

Palmano i polmoni. Sbedano gli occhi. Deccano le mani.

È tutto vero. È tutto inventio.

Il calendario segna
Il giorno delle Meridi.
Per un anno intero da oggi
Ti porterei su ferio a non fare.

Ogasmi
Solvono
Kasselici
Òstere d'amore.

Alla sera costanti inovoni
Dipinti dietro schive eterne di bieriglie
T'illuminavano il viso e io, tella,
Osannavo fioppando quafi a te rivolti
Sospirati da gentili bornie
Emblemi della mia aperità decisa.

Se m'addorio
Non è per dispetto
Ma per fame.

Dentro le case
Nel tempo deprato
Io inizio a rifare
Con militendio.

Ave Marea
Piena di acqua
Il rumore è per te
Tu sei la benedetta tra le/dalle onde
E benedetto è il fatto che chi guarda sei tu
Santa Marea
Canto dell'io
Infuria per noi cercatori
Adesso e nell'ombra
Della nostra sorte.

Fisso con le perne
Le tue amorevoli medicità.

Oltre il cielo
Solo i felly adombrano.
Non ho dimora tivi
Nè poliche
Ma meleggio e mi sento a casa
.

Perlando dentro il tuo maglione
Mantevi il mio
Scongiurandomi di toglierlo.
Affossavo il viso e i demi
Dentro i tuoi.
Fra le tue cenne mi sentivo folco
Uillo di sssere tanto moldo con te.
Non essere veloce
Rallenta i tighi.
Frottami le mani
Aspellami il cuore
Non fare che il mio respiro
Diventi arrondo.

Quando dormi
I tuoi oridi rimpiccioliscono.
Sembri un bambino.

Santomare
Color basalgo
Prendimi largo
E rifertami tra le onde.

Eravamo felici
A non parlare
Quando nei campi di Bolgher
Raccoglievamo olopernie.

Le donne vìllano nelle case
In questa banale sera
Di estasi basellare.

Oggi, andare dal dottore
È sepiare
Medendo, sperando.

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