Furto di tempo

 

Tutto si riduce a questo: in che cosa scegliamo di credere.

Le informazioni le selezioniamo con il setaccio delle idee e a queste aderiamo, o meno, per somiglianza; quindi la nostra struttura caratteriale, che determinandoci, determina il nostro essere simili a qualcosa, decide quali saranno le idee che appoggeremo e in conseguenza a queste, che notizie riterremo attendibili. La nostra visione della realtà dipende dalla nostra struttura caratteriale. Obbedienza o ribellione, fiducia o sospetto, rassegnazione o azione, sono modalità di comportamento che distinguono i soggetti ade esempio nelle loro relazioni con il potere. Wilhelm Reich disse: ogni regime forma caratteri che servano a far si che la sua autorità si mantenga tale. Opinioni e giudizi possono indossare deliberatamente la maschera dell'oggettività soltanto finché nessuno mette in discussione la veridicità del volto, suggerendo che quello vero è nascosto, dietro. 

(Feyerabend: neanche la scienza è oggettiva).

Le argomentazioni tendono sempre a basarsi su dati (spesso riferiti da terzi e non direttamente constatati, rarissimamente originati da fonti proprie) quando anche questi sono determinati, volontariamente o meno, dagli scopi, le intenzioni, le ideologie dell'osservatore.

Una cosa è certa: il pensiero unico è una serpe di cui non vediamo la testa, che pensa e che morde, e non troviamo espresse le sue intenzioni anche quando facilmente intuibili, né la sua direzione. Questo è il suo nascondiglio: un attualità che si deve ridurre sempre a minor tempo, quando anche per la verità, come per la merce, il tempo è l'elemento determinante.

La civiltà è la storia del soggiogamento e mai come ora il giogo fu lieve, fino volontario.  

matteo andreoni

///Sulbiate

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